CARNEVALE VALE

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di Paola Tassinari                                                             Ultimi giorni di Carnevale, la cui origine non è certa, come neanche l’etimologia del suo nome. Alcuni sostengono che si tratti di una festa popolare trasmessa attraverso i secoli come eredità delle feste pagane dei Saturnali, in onore del dio Saturno o dei Lupercali, in onore del dio Luperco in cui le gerarchie venivano sostituite col rovesciamento dell’ordine, lo scherzo e la dissolutezza. Si pensava che nell’aldilà tutto fosse invertito, perciò per Carnevale ci si metteva i vestiti a rovescio, ci si mascherava invitando le anime dei morti a entrare nei propri corpi per dare loro la possibilità di fare baldoria, in cambio di abbondanti raccolti. Queste credenze che si credono estirpate non lo sono poi del tutto. In Romagna il Carnevale ha eccellenze, come quello di Imola o di Gambettola. Io mi accontento del Carnevale dei Ragazzi, che si è tenuto domenica scorsa nel centro di Ravenna, si terrà poi anche la prossima domenica, lungo le vie di Lido Adriano. E’ il Carnevale organizzato dalle Chiese della Diocesi di Ravenna, si tiene ormai da lungo tempo. E’ la prima volta che ho partecipato alla sfilata assieme ai carri allegorici e mi sono divertita proprio tanto. Regalare sorrisi è molto bello. Partecipavo col carro e le maschere della Chiesa di San Biagio, siccome il tema erano le meraviglie del mondo, il nostro carro rappresentava la Maternità. E’ stato presentato più o meno con queste parole: “Gioisci mamma partorirai con dolore, ma nel tuo grembo hai portato una stella”. Nella sfilata tanti bambini coi pannoloni, tante cicogne, cavoli, biberon e tante mamme dal mondo. Io ero vestita, guarda caso, da mamma russa, con la pelliccia e il colbacco bianco e il bambino con copertina dai ricami tipici orientali. Don Alberto, ha partecipato mascherato da bambino dell’asilo, col grembiule azzurro, il bavaglio e con un grande lecca lecca. Tanta musica e tanta allegria, mi sono lasciata prendere e ho passato un paio di ore liete e gioiose. Ho ballato, sorriso tanto, ai bambini, agli anziani, agli ammalati, il loro sorriso è stato oro e gemme preziose per me. Il ricordo più bello, un’anziana donna coi capelli bianchi, accanto alla sua badante, guardava dalla finestra, forse su una sedie a rotelle, le ho inviato un saluto e un sorriso e lei, di rimando mi ha fatto, sorridendo… ciao,                             come mamma russa sei uno sballo…dalle tue pagine di storia e di costume non manca nulla. Grazie dal giornale IL VELIERO…balla sempre tra le onde…mai Carnevale…però vale tenere questa boa tra i marosi.Grazie !

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