CARI MONTI…non vorrei illudervi ma credo di essere sulla buona strada…l’antica strada

Inutile nasconderlo,ancora una volta a spuntarla sarà il bel mondo rosa: se l’ottimismo e la fede,le capacità di Venezia e di Firenze documentate dalla cronaca e dall’esperienza sono ancora valori, monti si può ancora sperare che gli Appennini,tornino ad essere il regno dell’uomo.Nessuno potrà salvare i nostri monti senza i montanari e da che mondo è mondo nel diritto di vivere la precedenza spetta all’uomo di dare il giusto spazio agli animali e non viceversa.. La rovina dei monti parte dal capovolgimento di questi valori e dalla vetta più alta dell’Appennino: la burocrazia.Occorre un legislazione che armonizzi l’operosità dell’uomo e la vita del lupo: la fertilità  dei nostri monti deve far rifiorire  le nostre eccellenze da contrapporre al latte in polvere per il formaggio pecorino.I boschi hanno lo stesso diritto di cura dei giardini e da millenni  ha i suoi giardinieri  nei montanari. Sono loro che hanno ripulito fossi e viottoli da impedire accumuli e smottamenti cause di miliardi sprecati per ristabilire i dissesti di pianura lungo le rive dei fiumi. Non sono cinghiali o i lupi i protagonisti del benessere montano ma i montanari che purtroppo erano, a differenza dei cinghiali che  sono tanti e numerosi i lupi. Le risorse appenniniche hanno cambiato padroni  con un passaggio di poteri dalla mezzadria al padronato:  un cambio di padroni senza cambiare lo stile,la ricerca e la coltivazione di prodotti eccellenti.Ricordo un ministro dell’Agricoltura che ha onorato quelle terre: i monti i suoi sogni rimasti nella sua mente di bimbo frequentando la terza elementare alla sorgente del Marecchia. Sono rifioriti quei monti con quel ministro: Amintore Fanfani. L’attuale ministro dell’Agricoltura è molto attivo nelle piane e qualche beneficio è risalito ma non basta. Il turismo  una risorsa sostenibile, il turismo della salute indispensabile,quello spirituale praticabile. Formazione, formazione: il turismo scolastico ha salvato la baracca confrontandosi con i burattini  che non l’hanno capito. I bambini si sa che fanno casino e non è una novità. C’è allo studio un bel progetto di marketing, c’è un Associazione “Vivere tra i Monti”, “Ragazzi della Sorgente” un bel movimento e nel movimento sta inserendosi Venezia Firenze, due mari e una scienza di rifioritura accertata, spontanea. E’ rosa ma non è una canzone e neppure una notte. E’ fortuna:è la differenza che fa la storia, soprattutto quella appenninica. E’ normale, ma non di Pisa. E’ toscana come  Pratieghi fiorentina…alla griglia. Monti facciamo come Manfredi er pecoraro…”fusse che fusse la vorta bbona”…la prima volta che lo scrivo. Ciao monti !               Fiorello Paci

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