BUONA NOTTE MILANO…A SALUTARE IL SOLE ULTIMA LA MADONNINA

DUE ANNI A MILANO dopo la regal Torino i miei quattro anni al nord con due zainetti sulle spalle: la Utet e la Sei con la rivista GIOVANI.Due pesi due misure che solo una città come Milano poteva riempire. Una grande città la Milano 60/62: metropoli del lavoro, delle capacità, dei valori,dello spettacolo. Milanesi che passavano i fine settimana al mare d’inverno o in val d’Aosta sulla neve. La vacanza del lavoro, il premio dei milanesi. Stadi pieni di applausi, navigli del sabato sera pieni di bianco e allegria.Non si era ancora affacciata la milano politica, la Milano socialista.Facevo parte di una ronda di quattro pensieri. Tra questi anche un ministro della repubblica sociale: un Avvocato penalista galantuomo con una croce pesante sulle spalle. Era un vincente in tribunale, tra gli amici, un perdente lungo le strade segnato da una guerra. Sono orgogliosissimo di  aver mangiato con Lui, assieme agli altri giornalisti, pane e salame nei trani aperti a mezzanotte. De Marsanic.La Milano della pace: ci divertivamo a sentir russare lungo i marciapiedi la Milano del lavoro.Luglio 62: il caldo dei Polenta d’estate spalanca le finestre solo a Milano. Nella regal Torino più guardinghi gli abitanti ai piedi delle Alpi. Il lavoro un piacere. il mio lavoro mi consentiva di ridurre la settimana. Nelle ore di lavoro programmato a tavolino ero un rullo compressore: ho invaso milano di cultura piemontese.Il Venerdì a mezzogiorno sul mio treno sull’Etruria per Anghiari: l’ultima vacanza estiva a Milano Marittima e non immaginavo certo che nove mesi dopo sarei sceso a Rimini utet. Da milano Marittima andavo spesso a Ravenna: mi fermavo al lido di Classe. Avevo intervistato per Giovani un Vescovo appassionato di storia: Mons.Baldassarri. Sotto quel pergolato c’era profumo di una Chiesa in via di Rinnovamento. Mi Piacque. A Bologna ne avevo intervistato un altro per il rifiuto di Mons. Montini Milano: “di giornalisti ne ho tanti a Milano…non ho tempo per i piemontesi”. Il suo segretario mons.Macchi aggiunse che il Mons.Lercaro andava a nozze con i giornalisti. Con il fotoreporter di Farabola raggiungemmo Bologna.Tra centinaia di interviste due belle figure della Chiesa: il Vescovo di Bologna e l’Arcivescovo di Ravenna. Un altra luce nella Chiesa l’intervista al Direttore dell’Osservatore Romano Manzini. “Sono orgoglioso di questo giornale, ha le stesse rotative della Pravda”: era bolognese. Mi ha distratto Ravenna: di Milano ricordo che l’ultima immagine stretta nel cuore illuminata dal Sole. La dolce Madonnina: la osservavo dalla finestra del mio alberghetto di Via Falcone. Gestito dalla famiglia Gallo: buon compleanno Lucio.   fiorello paci

 

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>