BUON NATALE…BUON ANNO…ragazza sincera dai del Tu…al Signore….

Narcisi

IL TITOLO BUON NATALE….IL RESTO è DI FIORELLO PACI ….che bella lezione hai dato a tutti cara Paola Tassinari…avanti tutta Donna coraggio mamma ideale…vai!

..Lassù nel cielo vi era Stellina, era la decima musa, tutti le volevano bene e non volevano mandarla sulla terra, non volevano proprio sacrificarla. Ma laggiù sulla terra i figli tanto amati si facevano la guerra fra di loro e le urla o il silenzio degli innocenti era talmente doloroso che il cielo non riusciva a sopportarlo, perciò inviarono Stellina, piangendo con lacrime amare … -vai Stellina vai, ricordati che noi saremo tutti con te, non ti abbandoneremo mai, ricordatelo-. Stellina era la musa dell’amore, arrivò sulla terra e le piacque tanto, era il paradiso terrestre, l’uomo non comprendeva che viveva nel paradiso terrestre, eppure lo vedeva tutti i giorni. Stellina aveva una mamma cattiva, sì era cattiva, perché era cattiva non si sa. Stellina badava alle sorelline, che erano stupide come oche, o si sporcavano i vestiti o bevevano il vino, come poteva fare lei, non le davano retta, come faceva a badarle, boh, intanto poi le botte le prendeva lei. -Stellina lava i piatti, spazza, fai i letti, fai il ragù, bada alle sorelle e poi potrai andare a giocare-. Ma Stellina era felice lo steso, prendeva la bicicletta, Ringo che era il suo cagnolino, la seguiva e cantavano insieme, poi arrivata in fondo al campo si stendeva sull’erba a cercare le cavallette verdi. Le piaceva tanto andare a prendere il latte fresco, appena munto dalle mucche, dai vicini di casa, solo che quando arrivava a casa se l’era bevuto tutto, allora a volte erano botte a volte bastava solo ritornare indietro a riempirne un’altra bottiglia. Certe volte non resisteva e si beveva anche la seconda bottiglia, allora erano botte sicure. Intanto Stellina era cresciuta, iniziarono un mucchio di maschiacci a importunarla, lei si difendeva come poteva, le dicevano zoccola solo perché lei ballava e baciava, mentre le altre sue amiche, considerate serie, andavano fuori dalla disco in macchina coi ragazzi. Stellina era uscita in auto solo con un ragazzo che le piaceva tanto, ma lui le disse che aveva due gocce di sudore, Stellina si offese, tutti la denigravano, amiche, amici e anche i morosi, boh. Aveva però un amico sincero, si chiamava Luciano e aveva le rotelline un poco ammaccate, ma era tanto buono, le portava i dischi che suonavano insieme e Luciano le portava sempre la musica che piaceva a lei. Ma poi dissero che Luciano la insidiava, che era pericoloso e Luciano fu mandato via, tutti la insidiavano tranne Luciano, boh! Stellina era una civettina, ma come poteva non esserlo, lei doveva essere proprio così per conquistare i cuori. Un giorno un ragazzo le fece un tranello, le disse sono ammalato, ho poco da vivere. Stellina non era scema, ma si disse, se fosse vero? Che mi costerà mai sacrificare un anno o due della mia vita? Dall’alto l’aiutarono, lei s’innamorò dell’amore ed ebbe il frutto più bello. Ma la fecero sentire una prostituta, un figlio fuori dal matrimonio, ma a lei non importava lei amava il suo pancione. Stellina ora col pancione doveva lavorare il doppio perché aveva peccato, così si ammalò. Arrivò all’ospedale con le coliche renali e la febbre a 40°, stava malissimo, l’aiutò un’aranciata, bevve un’aranciata e si sentì meglio. Ma poi iniziarono le doglie e queste furono molto peggio delle coliche renali. Stellina era allo stremo, spingi, spingi, ma lei non ce la faceva, la madre poi pareva dovesse partorire lei, non le era di nessun aiuto, l’ostetrica pure, salì con tutto il suo peso sulla pancia, spingendo le sue ginocchia dure, facendole tanto male. Stellina disse, non ce la faccio, voglio morire e tornare in cielo. Fu allora che un angelo biondo entrò, Stellina si avvinghiò al suo braccio,-aiutami ti prego, aiutami tu-, l’angelo arrabbiato intervenne e magicamente il bambino uscì. Stellina come lo vide fu felice, ma tanto felice, che promise all’angelo che non avrebbe più pensato a se stessa ma solo al suo bambino, perché il bambino era solo suo e di nessun’altro. Stellina visse a lungo felice e contenta per tanti anni. Ma poi il bambino divenne uomo e se ne andò, come era giusto, Stellina sapeva che era giusto così, sì pianse un poco, come tutte le mamme del resto. Il suo lavoro era finito, lei aveva fatto per il suo bambino tutto quello che aveva potuto, a volte era stata cattiva con lui, ma tutto quello che aveva fatto, anche le cose sbagliate lo aveva fatto solo per troppo amore, e sempre pensando al suo bene. Ora Stellina sapeva di aver fatto il suo lavoro, ora poteva andare dalle altre nove muse, che sapeva l’avrebbero accolta come la loro preferita. E’ solo una favola, alla mia maniera, un po’ naif, auguro a tutti Buone Feste … che la pace sia con voi.

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