BUON GIORNO LETTORE MI PIACEREBBE IL PROFUMO DI CIO’ CHE VEDI

….NON CERTO IL CATTIVO ODORE CHE INCONTRI USCENDO DI CASA…il Cielo ti aiuti nel tuo lavoro, nella professione, tra i banchi della scuola o nella cattedra dove ti staranno attendendo degli occhi gioiosi di poter trovare un riscontro tornando verso casa o dentro le quattro mura con  quanto hai insegnato tu mia cara prof. Io mi comportavo così d Prof. ragazzino tra le fila salesiane: i miei ragazzi erano felici per quelle lezioni di lettere. I ragazzi delle scuole professionali di Firenze non ancora parificate:andavano a ritirare i frutti al Cicognini di Prato per l’accesso alle Superiori. La scuola una ballata tra i testi scolastici con un confronto immediato con il lavoro del mondo esterno la vera scuola. Genietti che amavano la scuola per il domani dentro la cartella ed orizzonti precisi nel cuore e nella mente.A fine scuola non mancavano lacrime con la gioia nel cuore per la consapevolezza che al Cicognini sarebbe stato un successo. Ma non era la scuola la mia strada e neppure il Sacerdozio il mio sentiero: a fine  anno della Teologia, primo anno, s’è e riaffacciato il rospo del tumore. Rientrato a Florentia il mio Superiore mi consigliò di attendere ancora un anno ritornando tra i ragazzi delle professionali. Lavorando fino agli ultimi cinque minuti salesiani: strda facendo mi sto accorgendo di non essermi mai allontanato da Don Bosco. 5 figli, 6 nipoti una bella squadra di calcio. Stanno onorando il capocordata nelle università. Teste dure.Orgoglioso e basta. Il tema era diverso: lettore fammi sentire il profumo di quanto vedi. E’ già. Senza avvedermene io ti ho fatto sentire il profumo di un buon giorno arrivatomi da Bolo Alma Mater, Ely nepos una studiosa di diritto, mezza sassone. Una donna, un concetto. Avrebbe potuto far concorrenza al mio amico Gibran, un girandolone per il mondo senza staccarsi dalla sedia dove si trovava. La sua fonte la finestra: ha fatto parlare tutti senza dimenticarsi di nessuno. Non so se al Becchino abbia fatto dire: “..adesso parlami del tuo lavoro, io conosco il mio di far buche per far nascere pensieri in questi orticelli piccoli…”…la nepos una scrittrice che ha preferito l’approfondimento profondo. Quanto studia, come si studia, ma quanto scruta:potrebbe con il suo spirito di osservazione far ridere una scimmia o far piangere una sfinge. Del mio giornale quando lo diventerà sarà consulente giuridica. Mi fido. Vi dicevo di voler annusare il profumo che incontrate, il bello che vedete nascosto per strada dalla lucertolina che sbuca al primo sole o al filo d’erba selvatica uscito dalla prigionia del cemento. Tutto il bello che vedi tu: il sorriso di una collega amica, il grazie vero di quella mano stesa, il profumo del tuo lavoro per la pacca sincera del capoufficio. La vita è piena di profumi per evitare l’appestamento delle lordure raccolte dai media. Il giornalismo sembra solo cronaca nera, a giudicare dalle corse all’edicola per raccogliere fogli carta interessati solo al letame.  Peccato che il Web sia solo di pensieri da non appoggiare suo comodino ma sul cuore  si. Voi siete tutti corrispondenti ma vi scongiuro….mi interessa solo il vostro profumo. Il bello e il buono che vi circonda, che v’ispira. Di questa vita facciamone un sorriso. Grazie di cuore!

 

 

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