Bella scoperta IL RESTO DEL CARLINO on line…sull’onda dove arriva un eco

Non cominciamo a disquisire se …  uno o una eco l’importante che abbia orecchie e sensori  dappertutto dove passa il vento. Un giornale che ho sempre amato dai miei  quattro anni con la Sei  con un ruolo di inviato speciale e di promotor per la Utet in giro per l’alta Italia. Ricordo ancora quell’esperienza viva che nessun altro sarebbe riuscito di portare a termine. Ne ho conosciuti molti di giornalisti ma al Corriere della Sera di Via Solferino ero di casa:a Bologna ho lavorato solo sei mesi, ma sufficienti di creare anche lì un nucleo  di clienti importanti per la Utet .Ricordo i due fratelli, dei due uno inviato speciale. Colti sensibili ed intelligenti e li ho citati nell’intervista che ho strappato al cuore di Stadio: Aldo Bardelli. I giornalisti all’interno dei due giornali divisi da una parete  venivano definiti  amorevolmente “contadini ” dai Carliniani ma di fatto si volevano bene.I lettori non si rendono conto dei sacrifici sostenuti dalle menti che lavorano per gli altri per sostenere sempre la filosofia dell’Editore. Tanto di cappello per questi colleghi costretti a lavorare non sempre alla luce del sole.I giornalisti in redazione. Ho avuto la fortuna di lavorare dove mi portava il cuore per seguir “virtute e conoscenza” per le interviste con la Sei. I grandi di allora  di quel quadrienno  58/62 li ho intervistati tutti non potendo purtroppo salire oltre  il primo piano per il maledetto “horror vacui ” provocato da un bullaccio in quel di Anghiari quando avevo appena 5 anni.Mi ha impedito di accettare la proposta di inviato speciale per la Notte di Milano.Non mi ha tolto però la gioia di vivere e di creare  a 90 anni qualcosa ancora per gli altri.

Fiorello Paci

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