Arnaldo sul gioco d’azzardo e le scommesse… intervista tra Tevere e Marecchia

Un’intervista rilasciata da Arnaldo, tra le sorgenti del Marecchia e del Tevere sul gioco d’azzardo e le scommesse. Parole chiare di un ex giocatore intelligente e coraggioso che aveva trovato il modo di divertirsi e di girare il mondo passando i suoi fine settimana tra Casinò e sale da gioco. Una vita gitana gestita alla grande per una decina di anni. Un’esperienza forte che gli permette oggi di esprimersi in modo sereno in un sistema che ancora consente un gioco che ha messo alle corde numerose famiglie. L’intervista si svolge in un ambiente dove il gioco d’azzardo ha lasciato le sue tracce tra i ricchi padroni di queste terre appenniniche quando in tempi remoti si giocavano castelli, poderi e tenute allo stesso modo con cui oggi si può giocare un gelato in una partita a carte. Fa caldo, il caldo di Agosto, smorzato da una brezza che arriva dal mare. Chiedo subito ad Arnaldo perchè ha iniziato a giocare a carte e se ricorda l’anno. Mi risponde che non ricorda l’anno ma sicuramente prima del militare circa a metà degli anni ’70, certamente l’ha fatto per divertirsi. 

-Mi saprebbe dire, visto che lei è un giocatore molto attento e come tutti i giocatori da importanza ovviamente alla fortuna, con quali colori la immagina la “Signora Fortuna”?- “Io la immagino con colori sgargianti sicuramente con il rosa ed il viola e sono altrettanto certo che il viola non porta sfiga, perchè la malasorte è la figlia della suggestione.” – Ha mai trovato del positivo nelle carte?- “Il gioco è tutto negativo.” – Lei con le carte ha avuto successo e fortuna grazie sopratutto alla sua interpretazione del gioco, studiando gli avversari nella loro gestualità: ma se incontrasse oggi l’inventore del gioco  d’azzardo cosa gli direbbe?- ” Gli darei dello stronzo.”

-I croupiers allo Chemin de Fer sono i protagonisti in grado di assegnare la vittoria, quindi sono molto importanti. Se dovesse scegliere una divisa adatta al loro lavoro, che colore sceglierebbe?- ” Il nero assoluto. Lutto per i giocatori.”- La emoziona più una vincita o la disponibilità di una donna?- “Sono due aspetti diversi in quanto la vincita è una conquista che richiede uno studio mentre la donna è una avventura piacevole.”- Nel mondo della scommessa la donna ha un proprio ruolo?- ” Nel gioco d’azzardo la donna con l’uomo rappresenta proprio la sfortuna.” – C’è una strategia che lei ha potuto seguire per raggiungere la vittoria, sopratutto allo Chemin de Fer?- “Cercavo di seguire il vincitore e dopo che ero certo che continuava a vincere puntavo anche io sul suo numero, così al Casinò di San Remo dove sono stato per la prima volta ho vinto 3 milioni di lire puntando 200 mila lire sullo stesso numero del vincitore (il 9)  per 17 volte. Dopo il mio successo, sono tornato in albergo mentre il mio amico è rimasto al Casinò con 8 milioni di lire in fiches perdendo tutto. La mattina seguente ho dovuto pagare il conto anche per lui.” – Sono più dannose le carte o le Slot Machines?- ” Senza dubbio le Slot Machines, perchè a differenza delle carte non sono controllabili”. – Ci sono dei numeri particolari come riferimento per i giocatori?- “Si, vengono definiti gli “orfanelli” e sono il 17 ed il 24.”- C’è un Casinò in particolare dove lei ha conseguito una vittoria più consistente?- “Si, la seconda volta che ho giocato,  a Saint Vincent con 17 puntate sul numero del vincitore, grazie alla vincita (circa 13 milioni di Lire) ho potuto anche apprezzare la Val D’Aosta dal punto di vista turistico, cnosco però una persona che con il gioco d’azzardo ha distrutto tre eredità finendo sul lastrico.”- Se tornasse indietro con gli anni rifarebbe lo stesso percorso?- “Neanche per sogno non ricomincerei, lo escludo totalmente” – Cosa si sentirebbe di consigliare ai giovani che volessero impostare una vita sulle scommesse?- “Lo sconsiglierei in modo deciso perchè il gioco d’azzardo è inaccettabile.”- E’ mai tornato a casa a piedi o senza una lira per aver perduto tutto?- “No mai. Ogni volta che ritiravo il danaro vinto poi al banco dei pegni all’interno del Casinò comperavo oro per il 50% delle vincite.”- Signor Arnaldo vuole dire due parole sull’odierno “gratta e vinci”?- “E’ un gioco d’azzardo a pieno titolo con la differenza che è consentito  dal sistema politico.”

Fiorello Paci

 

 

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