ANGHIARI UNA VISITA SPECIALISSIMA SULLA “DRITTA”E AL CARMINE

DUE SALTI IN DUE LUOGHI IMPORTANTI ANGHIARI E LA VERNA. IL VELIERO IN VACANZA. La prima visita ad Anghiari che non rivedevo da anni:l’ho riscoperta con gioia quella salita bugiarda,che  inganna i bambini se riescono ad immaginarla come percorso di vita mentre è una grande cattedra per affrontarla.Negli imprevisti, quando la vita s’impenna la “dritta”di Anghiari dice che devi andar dritto  tirare il fiato senza fermarsi, fino al raggiungimento di un obbiettivo. L’ho raggiunta in compagnia di Davide, Cristiano Silvia con la loro macchina in un giorno d’estate dopo la pioggia torrenziale fermandomi vicino alla piazzetta di casa. Ho visto la stessa acqua nel rigagnolo che  arrivava dal campo della Fiera gonfiando il fossetto comunale rivestito di pietre in quel tratto di strada tra l’ospedale e il campo sportivo. La strada dei sogni con l’ affluente dei temporali a cui affidavo barchette di carta indirizzate a Roma con il vagone  letto del Tevere, il fiume sacro dei romani e dei barcaroli controcorente. Di fatto nel tempo è stata  città campo base, dove ho verificato la capacità della  scuola salesiana per non sbagliare nelle  grandi scelte della vita: il lavoro, i sentieri  migliori da percorrere.Una pietra miliare appaiata a quella dritta mai persa  di vista. Coerenza , rinunce, sacrificio, allacciato sempre alle fonti di energia pura da poter  camminare sempre a testa alta in salita ed in discesa. Ho saltato ostacoli, evitando tranelli trabocchetti soprattutto nei sentieri difficili per affrontare o far approfondire ricerche con strumenti energetici per il benessere dell’uomo alla pari degli integratori odiati dalla  chimica . Un rischio ad ogni istante.Ricordando tutte le grazie ricevute son voluto tornare al Santuario del   Carmine per ringraziare ma era regolarmente chiuso con un portone tipo San Pietro accanto alla strada asfaltata di amori, di ricordi, passeggiate scolastiche di fine anno, storie di lotte partigiane,di guerre di battaglie di amori e di speranze. Nel grande chiostro si stava festeggiando un compleanno con indovinelli e tanta  allegria…salesiana. Non conoscevo nessuno, ho giocato con loro come avrebbe fatto Don Bosco dimenticandomi di appartenere al millennio scorso…Cristiano Silvia statuine..Davide ha chiesto una goccia di aranciata. Anghiaresi si nasce…ci si riconosce sempre. Della Verna ne parleremo domani.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>